PSICOLOGIA A BORDO CAMPO – Il potere della visualizzazione nello sport: allenare la mente per la vittoria

A quanti atleti prima di una gara importante o durante un momento gara complesso è capitato di sentirsi bloccati, con quel continuo rimuginio sulle possibili situazioni che potrebbero mettere in difficoltà o ancora peggio causare una prestazione non degna del proprio livello? La mente si riempie di pensieri e di immagini difficili da fermare, che con un andamento vorticoso risucchiano l’atleta e se non controllati portano ad una profezia che si auto avvera. Al centro di questo articolo vi sono proprio le immagini, quelle rappresentazioni che popolano la nostra vita mentale; basti pensare ai sogni o semplicemente ad una possibile situazione descritta precedentemente. Eppure, nonostante la naturale presenza di queste immagini nelle nostre vite interne, si sottovalutano troppo spesso le loro grandi potenzialità. Per fortuna, nella psicologia dello sport c’è chi a questo ha pensato ed è per questo che oggi gli sportivi di tutto il mondo possono contare sulla tecnica del Mental Imagery, o più semplicemente la tecnica della Visualizzazione. Cos’è la Visualizzazione ? La visualizzazione è una tecnica che coinvolge la creazione di uno specifico spazio personale in cui si lavora sulla produzione di immagini mentali vivide e dettagliate di un’esperienza, attivando il sistema sensoriale (visivo, uditivo, olfattivo, tattile e cinestesico). Il suo scopo principale è sfruttare la connessione mente-corpo per migliorare l’esecuzione del movimento, eliminare gli errori e imparare a gestire le emozioni negative in un contesto controllato e sicuro. L’uso della visualizzazione ha origini antiche: già nell’antica Grecia si riconoscevano le potenzialità dell’immaginazione mentale infatti Aristotele la considerava un ponte tra percezione sensoriale e pensiero razionale, utile per rafforzare la memoria e la pianificazione delle azioni. Nel XVIII secolo, il filosofo David Hume evidenziò la stretta connessione tra esperienza visiva e immaginazione, suggerendo come le immagini mentali possano influenzare le emozioni e i comportamenti in modo simile alle percezioni reali. Questo pensiero fu poi confermato tramite studi contemporanei che hanno sottolineato il potere della visualizzazione; sembra infatti che le aree della corteccia visiva coinvolte nella percezione reale si attivano anche durante l’immaginazione mentale mostrando come il cervello non distingua nettamente il vedere dall’immaginare. In ambito sportivo, la tecnica in questione assume diverse funzioni:
  •  Funzione Cognitiva: in questo ambito è possibile migliorare le abilità cognitive come la pianificazione strategica, l’apprendimento di nuove competenze o la capacità di adattamento a situazioni inaspettate. Ad esempio, un atleta può immaginare una sequenza di movimenti per perfezionare una tecnica specifica. In assenza di uno stimolo reale, l’atleta immagina un particolare movimento o gesto tecnico, focalizzandosi sugli stimoli sensoriali che lo caratterizzano, come il contatto con la palla, i suoni del pubblico o la disposizione del campo da gioco.
  •  Funzione Motivazionale: impiegata per aumentare la motivazione e la fiducia in sé stessi. Gli atleti possono immaginare scenari di successo, come una vittoria, per rafforzare la determinazione e la resilienza. La possibilità di ripetere mentalmente la performance vincente, o un gesto tecnico anche al di fuori del campo da gioco permette di sviluppare expertise, senso di competenza percepita oltre che reale e di ridurre l’ansia da prestazione.
La visualizzazione è una tecnica dalle enormi potenzialità che permette di sviluppare una routine incentrata sull’autorealizzazione e una maggiore consapevolezza di cosa accada dentro di sé a livello muscolare e nervoso oltre che psichico. Tuttavia, come ogni grande potere anche la visualizzazione richiede una guida esperta per essere efficace perché, se utilizzata in modo errato, potrebbe accentuare paure e insicurezze anziché risolverle.